Al G7 Londra prepara il palco per Washington

Il ministeriale del Gruppo dei 7 illumina sulla volontà di Londra di accreditarsi come primo alleato degli Americani e al contempo guidare gli alleati nell’Indo Pacifico

Londra il 4 maggio si incontrano i ministri degli Esteri del Gruppo dei 7. Il ministeriale del G7, anticipazione della riunione trai capi di governo che si terrà a giugno, è stato promosso dal Regno Unito per «contrastare la propaganda e la disinformazione russa». In un’intervista rilasciata a ReutersDominic Raab, segretario di Stato inglese, ha sottolineato la necessità di una rapida risposta alla diplomazia delle fake news portata avanti da Mosca, ma anche da Pechino.

Ospiti – Presenti i ministri di Francia, Italia, Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Canada – i membri del Gruppo – ma anche quelli di India e Australia. Un invito a partecipare è stato rivolto anche alle cancellerie di Sudafrica, Corea del Sud e Brunei. È la prima volta dall’inizio della pandemia che il Gruppo si riunisce in presenza. Insieme alle fake news si parlerà di cambiamento climatico, vaccini, ricostruzione post-Covid, diritti umani e inclusione sociale. Tutti temi che saranno declinati nella cornice del contenimento di Russia e Cina, come è evidente dalla rosa degli ospiti esterni.

Il rapporto – Il vertice segue a stretto giro il rapporto del Servizio di azione esterna dell’Ue dal titolo Breve valutazione sulle narrative e la disinformazione riguardo la pandemia da Covid-19. Nel documento si punta il dito contro la diplomazia aggressiva di Russia e Cina, che vogliono evidenziare «il fallimento delle democrazie e delle società aperte» nella gestione del virus. Per farlo i Paesi autoritari hanno sostituito la «diplomazia delle mascherine» con quella dei vaccini. Nel report si legge anche che per esportare all’estero i propri vaccini la propaganda sino-russa intende «minare la fiducia nei vaccini prodotti in Occidente»

La Russia – Il clima del G7 conferma l’allontanamento tra Russia e Paesi occidentali. Il 28 aprile, il Segretario di Stato russo Sergey Lavrov ha risposto agli attacchi dalle colonne di Ria Novosti, puntualizzando che «non ci sarà nessun G8, questo è un ricordo del passato», riferendosi all’invito rivolto da Donald Trump sul finire dello scorso anno, quando il tycoon aveva proposto il rilancio di un dialogo che includesse anche la Russia – che del Gruppo ha fatto parte fino alla crisi ucraina del 2014.

Global Britain – Il vertice è promosso dal Regno Unito, in linea con il nuovo attivismo in politica estera brevettato dalla presidenza Johnson. Il Regno intende accreditarsi come primo alleato degli Stati Uniti e aiutare Washington a ristrutturare il fronte occidentale stremato dopo quattro anni di trumpismo. Con la riunione del Gruppo, Londra prepara il palco dove andrà in scena l’agenda dell’amministrazione Biden.

America – Tony Blinken, Segretario di Stato americano, poche ore prima del meeting ha rilasciato una dichiarazione in cui ha sottolineato l’importanza della riunione per rispondere alla sfida autoritaria cinese. Il Dipartimento di Stato evidenzia che «la Cina che agisce in modo più repressivo in casa e più aggressivo fuori dai suoi confini» ed esorta il Gruppo a non tacere di fronte alle violazioni dei diritti umani nella regione dello Xinjiang, dove la Cina porta avanti un vero e proprio «genocidio» ai danni della minoranza Uigura.

Il Quad – La presenza di India e Australia non è casuale. Insieme al Giappone e agli Stati Uniti i due Paesi completano l’appello del Quad – il “dialogo di sicurezza quadrilaterale” che negli ultimi mesi sta assumendo sempre di più la funzione di “Nato asiatica” per tenere sotto controllo l’espansionismo cinese nel Sud Est Asiatico. Come si legge nella nota del ministro degli Esteri australiano, per Canberra la riunione è un’occasione per implementare «la prosperità e la sicurezza nell’Indo-Pacifico».

Gli alleati – Il vertice prosegue l’impegno dell’amministrazione Biden, che in questo caso parla per bocca di Londra, per il rilancio dell’«alleanza delle democrazie». Da gennaio i vertici (virtuali) con le cancellerie europee sono aumentati esponenzialmente. Trovare una linea comune sui temi globali vuol dire anche evitare che gli alleati – Francia, Germania e Italia in primis – proseguano le proprie relazioni ambigue con Cina e Russia e tornino nell’abbraccio del multilateralismo a guida americana, che per Blinken resta «il veicolo ideale per affrontare le nostre sfide condivise».

di Francesco Dalmazio Casini

Apparso su https://www.lasestina.unimi.it/main/esteri/g7-ministri-esteri-serve-risposta-rapida-a-fake-news-di-russia-e-cina/

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