Nave Cavour negli Stati Uniti per abilitarsi agli F35 B

Nave Cavour è salpata e ha raggiunto gli Stati Uniti, dove affronterà i test necessari per imbarcare e operare i caccia F-35 B. La partenza segue i lunghi lavori di ammodernamento iniziati nel 2018 presso la rada del Mar Piccolo nel Porto di Taranto. Sul ponte della portaerei Stovl, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini che ha salutato così l’equipaggio: “Vi chiedo di essere attori protagonisti del rapporto transatlantico e di contribuire a rafforzarlo ulteriormente”. L’obiettivo della missione Ready for Operation è quello di conseguire le certificazioni necessarie per operare con la versione a decollo corto del caccia di Lockheed Martin.

Come ha ricordato il Capitano del Cavour Ciappina: “Si tratta certamente di un’attività di natura tecnico-operativa, ma con risvolti importanti sul piano strategico-militare per la Difesa e per il Paese nel panorama internazionale”. L’Italia diventa così il quarto paese al mondo – l’unico nell’Unione Europea – in grado di utilizzare caccia di quinta generazione con base su portaerei. Sono infatti solo le americane classe Nimitz e Ford, l’inglese Queen Elizabeth e (a breve) la giapponese Izumo ad essere abilitate.

L’ammodernamento di Nave Cavour

Prima di iniziare la traversata alla volta della Virginia, la Cavour ha dovuto affrontare lavori propedeutici all’utilizzo del nuovo caccia, realizzati all’interno del bacino di Carenaggio Edgardo Ferrari di Taranto – dove era entrata nel luglio del 2020. Il conto della commessa di ammodernamento ha toccato i 90 milioni di euro e ha portato ad un incremento del dislocamento totale di circa 300 tonnellate. Si è resa necessaria la metallizzazione di 4200 metri quadri del ponte di volo tramite Thermal Metal Spray per sopportare l’impatto termodinamico delle operazioni di decollo (molto maggiore rispetto a quello dei caccia convenzionali). Per lo stesso motivo sono stati aggiornati luci e proiettori del ponte.

È stato installato il nuovo sistema di avvicinamento Raytheon JPALS (Joint Precision Approach and Landing System), che, insieme al SINS (Shipboard aircraft INertial alignment System) permette l’appontaggio degli aerei anche in condizioni di scarsa visibilità. Si aggiungono l’aggiornamento del radar SPN-41 e l’istallazione del sistema ALIS (Automated Logistic Information System). A completare l’ammodernamento, la ristrutturazione di alcuni locali per ospitare la logistica dei nuovi mezzi, una nuova area protetta per briefing e debriefing delle missioni e la schermatura termica ed acustica di locali e apparecchiature.

Foto in evidenza: La portaerei Cavour ormeggiata a Civitavecchia by Gaetano56 on wikimedia commons

La missione

Al momento sulla nave sono imbarcati quattro assetti ad ala rotante (2 NH-90 e due EH-101), mentre i test per l’abilitazione saranno eseguiti con due F-35 B americani che arriveranno a bordo dopo l’arrivo negli Stati Uniti. Da Taranto la Cavour è arrivata alla base navale di Norfolk, dove imbarcherà la Integrated Test Force della Naval Air Station di Patuxent River. Si tratta della stessa task force che nel 2018 prese parte all’abilitazione per F-35 B della portaerei inglese Queen Elizabeth. I test comprenderanno due fasi. La prima è quella dei Sea trials ed occuperà l’intero mese di marzo, volta a conseguire la certificazione di idoneità per la nave e per il personale imbarcato. A questa seguirà la fase di Carrier Qualification. Nel corso di quest’ultima fase, sei piloti della marina addestrati presso la Marine Corps Air Station di Beaufort completeranno la transizione al mezzo. Gli F-35B andranno a sostituire AV-8B Harrier II, in servizio nell’Arma blu da circa 30 anni.

Della commessa totale di novanta caccia F-35, 15 sono già in servizio presso le forze armate italiane. Si tratta di dodici velivoli nella versione A, a decollo convenzionale, e tre nella versione B a decollo corto. Due di questi sono in servizio presso la Marina, mentre uno nell’Aeronautica. Il quarto caccia nella versione B sarà consegnato alla Marina tra aprile e maggio. Completata la missione non ci saranno più ostacoli (se non la consegna di un numero di mezzi consono) per conseguire la IOC (Initial Operational Capability). Secondo il cronoprogramma, entro il 2024 il gruppo aereo della Cavour potrà contare su 8 velivoli di quinta generazione e dodici piloti combat ready.

La nuova operatività della Marina

Come ha ricordato l’ammiraglio Cavo Dragone, la nuova vita di Nave Cavour rappresenta un passo in avanti fondamentale per la Difesa italiana. In Europa solo Francia ed Italia possono contare su “una capacità di portaerei e di una connotazione expeditionary” e solo la Penisola può (potrà) vantare l’utilizzo di aerei di quinta generazione. Un concetto operativo fondato sulle capacità di proiezione rimarcato nel Notiziario della Marina del Novembre 2020, necessario per “l’attività della flotta i cui impegni sono oggi distribuiti in un’area molto ampia, riconosciuta e identificata come Mediterraneo Allargato, un continuum geo-politico e geo-strategico oltre che geo-economico con il Mar Nero, l’Oceano Indiano, il Golfo Arabico-Persico e il Golfo di Guinea”.

Le nuove capacità operative, al netto delle dispute tra AM e MM per il possesso del terzo caccia F-35B, aprono inoltre all’impiego sinergico tra le due armi del nuovo JSF. La missione di Nave Cavour, come ha sottolineato lo stesso Guerini, conferma l’intensità del rapporto transatlantico e il “reciproco rafforzamento e integrazione delle forze navali”. Nel corso dell’ultima fase della missione, verranno condotte operazioni joint insieme alla marina USA e al corpo dei Marines. Una crescente sinergia confermata dalla telefonata tra Luigi Di Maio e il nuovo segretario di stato Antony Blinken. La nuova operatività della portaerei italiana consentirà una maggiore capacità di integrazione tra le due marine, con un occhio alla proiezione verso le vie di collegamento col Pacifico. Un corso già stabilito durante la visita del segretario dalla US Navy Kenneth Braithwaite nel luglio 2020.

di Francesco Dalmazio Casini

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con il Centro Studi Italia Strategic Governance, visita il loro sito: https://www.strategicgovernance.it/

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