Le mille storie di Capitol Hill

I giornalisti della Walter Tobagi raccontano le mille storie dietro l’assalto al Campidoglio americano: America profonda e non, miti e mistiche del trumpismo, il mondo dello sport, l’informazione sotto stress e le risate del Dragone

I fatti di Capitol Hill rimarranno nella Storia. Anzi, con buona pace di Fukuyama, potremmo dire che ci riportano ad una Storia che improvvidamente abbiamo reputato giunta al capolinea. Ad essere insozzato è infatti il tempio della democrazia liberale, da cui la più longeva ed efficace delle narrazioni occidentali si è diffusa in tutto il mondo al seguito delle armi in stars and stripes. A sperimentare l’attitudine fieramente violenta e razzista dell’America profonda non sono, per una volta, le altre collettività del pianeta: complottismi deliranti, pressione demografica e cleavages socioeconomici non possono più essere inseriti in quella macchina imperiale che se ne nutre, li raffina e li libera con forza devastante sul nemico esterno.

L’assalto al Campidoglio sarà Storia. Ma di storie ne racconta tante. È una cartina al tornasole dell’America di Donald Trump, così diversa e al contempo così vicina a quella di due secoli fa. Rappresenta il coronamento dei quattro anni del Tycoon alla Casa Bianca ed è figlia di processi stratificatisi fino al raggiungimento di una massa critica: la questione dell’identità americana, la malattia dell’ecosistema informativo, la fatica imperiale per mantenersi nell’Olimpo della geopolitica, la deindustrializzazione. Nel lavoro di oggi abbiamo scelto di raccontarvi del giorno più nero delle istituzioni americane partendo da cosa c’è dietro. Dalle tante, piccole, postille che ne rappresentano l’architrave concettuale. Cellule di un organismo inerte richiamato alla vita da un curioso Dottor Frankenstein con poche semplici parole magiche: “non concederemo la vittoria, non ci arrenderemo mai”.

Le mille storie di Capitol Hill è un progetto portato avanti dai giornalisti della Scuola Walter Tobagi per raccontare l’assalto al Campidoglio americano attraverso le pagine dei propri blog personali. Ciascuno dei partecipanti all’iniziativa ha prodotto un elaborato che collega l’argomento del proprio portale ai fatti del 6 gennaio.


Capire l’assalto a Capitol Hill

Prima di indagare il retroterra di quanto accaduto il 6 di gennaio, ci soffermeremo brevemente su quale America abbia prodotto l’assalto e su come questo sia stato recepito dalla stampa internazionale.

  • Filippo Menci intervista Francesco Casini – Filippo Menci
    Il coordinatore America della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi spiega i fatti di Capitol Hill

    Continua a leggere su Penne Bianche

  • Attacco a Capitol Hill: reazioni e prime pagine dal mondo – Mattia Camera

    Continua a leggere
    su Ricapitolando 196

L’America di Trump

A condurre l’assalto alle scale del Campidoglio c’era un’umanità particolare, crasi di grottesco, terribile e ridicolo che nulla toglie alla portata dell’evento. La destra radicale americana, vero nerbo delle milizie trumpiste, è una creatura che sfugge alle classificazioni affibbiate dai media europei: libertari, complottisti, fanatici del secondo emendamento e suprematisti bianchi accomunati da un generico odio nei confronti dell’establishment. Di chi sono, delle loro abitudini (anche alimentari) e delle loro sortite nel mondo dello sport parliamo in questo capitolo.

  • L’alt-America di Capitol Hill: tra neonazisti e complotti mondiali  – Ivano Lettere

    Continua a leggere
    su Lezioni Virali

  • Razzismo e cibo: come il latte è diventato simbolo del suprematismo bianco made in USA – Maria Teresa Gasbarrone

    Continua a leggere su Mangiastorie

  • Capitol Hill, le donne radicali e violente di Trump – Chiara Barison

    Continua a leggere su Quote Rosa
  • Capitol Hill: un’insurrezione armata? – Maria Tornielli

    Continua a leggere su Fatti disarmanti
  • Curt Schilling, l’ex lanciatore idolo della alt-right – Pierluigi Mandoi

    Continua a leggere su Juuuuust a Bit Outside
  • Il lamantino vittima dei trumpisti in Florida: taglia di 5000$ sui colpevoli – Lorenzo Rampa

    Continua a leggere su Gocce di Fondale

Il cuore dell’America

Il colpo inferto al cuore della più grande democrazia rappresentativa del pianeta è destinato a lasciare una brutta cicatrice. In quel di Washington, tuttavia, non sono esattamente nuovi a questo genere di brezze. Durante la guerra del 1812 gli Inglesi lo danno addirittura alle fiamme, il Campidoglio, mentre nel 1954 sono le raffiche degli indipendentisti portoricani a interrompere la seduta delle Camere. La storia travagliata di un edificio e di tanti altri che incarnano l’anima burrascosa degli Americani.

  • L’altro assalto a Capitol Hill: la guerra anglo-americana del 1812 – Rodolfo Fabbri

    Continua a leggere
    su Rule Britannia

  • 1954: assalto al Congresso – Samuele Finetti

    Continua a leggere
    su Storie della Sera

  • Da Washington a Philadelphia, viaggio tra i luoghi simbolo della democrazia e dell’indipendenza americana – Virginia Gigliotti

    Continua a leggere
    su Mandovai


Mitologie trumpiste

Uno degli aspetti più interessanti (e patologici) della destra alternativa americana è quello di aver costruito una vera e propria mitografia attraverso l’appropriazione di immagini e prodotti altri. Ne viene fuori un corpus immaginifico paradossale: rane dei fumetti, canzoni italo-dance e un po’ di Matrix, il tutto inserito in una cornice di superomismo positivo e aspettative messianiche. D’altronde, la folla che sciamava nei corridoi del Campidoglio lo ha fatto sulle note di “Shadilay” di Manuel Pepe (sconosciuto cantautore italiano di fine anni ‘80) – a riprova dell’influenza più che tangibile sulla realtà che questo genere di miti artefatti sono in grado di esercitare.

  • Chi di meme ferisce, di meme perisce: l’assalto al congresso e l’estetica Alt-RightDavide Leo

    Continua a leggere su Morbo News

  • Il pensiero positivo (e un libro) dietro l’assalto a Capitol Hill – Irene Panzeri

    Continua a leggere
    su Le Lettere di Bartleboom

  • Da Matrix a Fight e Joker, c’è anche il cinema dietro l’assalto a Capitol Hill – Giulio Zangrandi

    Continua a leggere
    su Attualità in Pellicola

Social Media War

Ed eccoci alla pietra dello scandalo. Trump e i social. I social e Trump. Il veicolo principale della propaganda, il campo di battaglia delle legioni di digital soldier dell’ex presidente – e in definitiva il mezzo che gli regalò la Casa Bianca nel 2016 – che ora lo rinnegano e lo censurano. Una storia d’amore finita malissimo. Nel capitolo parliamo di questo rapporto travagliato e delle possibili mete dell’esodo trumpista dai social mainstream.

  • Trump e i social: ‘You’re banned!’ – Simonetta Poltronieri
    Dopo l’assalto a Capitol Hill le principali piattaforme online hanno limitato la presenza del Presidente USA, con misure senza precedenti

    Continua a leggere su Nuovi Venti

  • Parler, la piattaforma “senza censure” – Simonetta Poltronieri
    Viaggio nelle ultime ore dell’ormai ex social rifugio di estremisti e complottisti

    Continua a leggere su Nuovi Venti


Le convulsioni dell’impero scuotono il mondo

E’ il prezzo della globalizzazione. La rete capillare che ci collega tutti, ad uso e consumo del primato americano, si può rapidamente volgere contro il creatore. Il villaggio globale è un sistema cardio-circolatorio che trasporta in ogni angolo del pianeta gli impulsi culturali che irradiano dal cuore. Va da sé che quando il cuore marcisce e produce immagini scomode la loro portata diventi planetaria nello spazio di un secondo. E così i clientes europei della superpotenza si pronunciano in peana disperati, gli avversari si fregano le mani, mentre gli alleati ideologici del trumpismo percepiscono la possibilità di seguire la sorte del proprio paladino. Sullo sfondo, bifronte come Giano, un mondo cattolico che scruta da ambo le parti della barricata.

  • Capitolo 7: Capitol Hill, il giorno dopo – Alessandra Tommasi

    Continua a leggere su Kataway

  • Post Capitol Hill: quale futuro per la destra europea?Samuele Damilano

    Continua a leggere su All’ultimo Banco

  • Il filo diretto che lega Giuseppe Conte a Donald Trump – Simone Cesarei

    Continua a leggere
    su All’ultimo Banco

  • L’assalto al Congresso divide i cattolici: “Chi votò Trump ammetta le sue colpe” – Francesco Zecchini
    L’ex ambasciatore vaticano a Washington Viganò ha benedetto la rivolta: “Il Signore vi protegge”. Destra spaccata, i liberal: “Troppi cattolici in silenzio”

    Continua a leggere su La Chiesa Spiegata Bene


L’America democratica

Stati Disuniti. Oggi come non mai dai tempi della Guerra civile, gli USA sperimentano una polarizzazione politica che minaccia di sfociare in guerra aperta. Contro il Tycoon si leva il grido dell’America delle città, dello sport e delle università. E’ un grido che viene da lontano ed ha acquistato volume a partire dal 2016. Chi la spunterà sul lungo periodo non lo sappiamo ancora raccontare, ma una buona notizia ve la possiamo dare: almeno per il 2021 il processo costituzionale è salvo – ci si vede nel 2024.

  • Colin Kaepernick, il dissidente – Alessio Di Sauro
    Una storia di ribellione

    Continua a leggere su Var Sport

  • «La filosofia come vaccino ai nuovi Trump»? La provocazione di The Scotsman – Daniele Cassaghi

    Continua a leggere
    su Filosofismi

  • Washington Football Team, non è più tempo di Redskins – Enrico Spaccini
    Dopo le manifestazioni del movimento Black Lives Matter, gli americani tornano in piazza. Ora a sventolare bandiere americane a Capitol Hill c’è l’altra faccia degli USA

    Continua a leggere
    su Var Sport

  • Capitol Hill, le donne che si oppongono a Trump – Eleonora Panseri

    Continua a leggere
    su Quote Rosa

  • NBA e WNBA, molto più che atleti – Filippo Errico Verzè
    Il mondo del basket americano si è fatto sentire dopo l’assalto a Capitol Hill, a conferma del suo grande impegno in campo civile

    Continua a leggere su Var Sport
  • Irruzione a Capitol Hill, i wrestler contro Trump. Il rapporto tra The Donald e la WWE – Filippo Gozzo
    Dopo gli scontri di Washington, alcune leggende sono insorte contro il presidente. Ma tra la WWE e Trump c’è più di quanto si pensi

    Continua a leggere su Var Sport
  • Ci sono dei lati positivi nell’assalto a Capitol Hill? – Michela Morsa

    Continua a leggere su Qualcosa di buono


E se?

I fatti di Capitol Hill portano sugli schermi il paradosso, l’assurdo. Ma non sono gli schermi del cinema. Così, in calce al nostro approfondimento, abbiamo deciso di raccontarvi due eventi che (ancora) non sono successi e che probabilmente non accadranno mai. Ma se c’è qualcosa che una schiera di bifolchi agghindati come alberi di Natale ci ha insegnato è che non bisogna mai avere troppa fede nella “realtà”.

  • L’orgoglio sportivo (e bianco) d’America – Andrea Lucia
    L’assalto al Campidoglio americano, avvenuto all’alba del 2021 ma già candidato ad essere l’evento dell’anno, ha coinvolto tutto il mondo, compreso quello dello sport

    Continua a leggere su Fila Z

  • Trump e Maduro contro il deep state, cosa c’è dietro l’assalto a Capitol Hill – Francesco Betrò

    Continua a leggere su Il Paese del Mate

Caporedattore del progetto: Francesco Dalmazio Casini

Vice-caporedattori: Alessandra Tommasi, Pierluigi Mandoi, Rodolfo Fabbri, Maria Tornielli

Autori: Alessio Di Sauro, Simone Cesarei, Irene Panzeri, Eleonora Panseri, Chiara Barison, Giulia Cescon, Simonetta Poltonieri, Davide Leo, Giulio Zangrandi, Samuele Finetti, Samuele Damilano, Virginia Gigliotti, Michela Morsa, Andrea Lucia, Enrico Spaccini, Filippo Errico Verzè, Filippo Gozzo, Francesco Zecchini, Francesco Betrò, Filippo Menci, Mattia Camera, Ivano Lettere, Maria Teresa Gasbarrone, Lorenzo Rampa, Daniele Cassaghi

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